Estratto del intervento di Valeria David, maestra artigiana de “La Congrega” presso la conferenza on line
“Dalla parte delle bambine” del 19 Novembre 2020

Il rosa è un colore dalla storia particolare,durante l’antichità e la maggiopr parte del Rinascimento, il rosa era percepito come una “scoloritura” del rosso, data la preziosità del pigmento ( porpora o robbia ), non era ancora diffuso un colorante che tingesse di rosa.
Nel dipinto di Duccio vediamo come il rosa viene utilizzato per la toga del Bambinello, ma non ha ancora un significato simbolico definito,ne è di gran moda.

Con l’importazione del pigmento rosa dall’oriente nelle corti del primo Rinascimento si sviluppa la passione per questa nuova tonalità, successivamente dalle Americhe l’arrivo di un nuovo pigmento più stabile e vivido, derivato dal legno della pianta Cesalpinia Sappan consacrerà finalmente il rosa come colore amato e vestirà uomini e donne della nobiltà.
Il rosa, lontano dalla connotazione di genere che ha adesso, è il colore dei ricchi e in quanto tale viene sfoggiato, anche dai bambini nobili.

Il rosa spopola nelle corti del ‘600 e ‘700 francese, la nuance della favorita del re Luigi XV Madame de Pompadour diventa un must dell’arredeamento e della porcellana francese di Sèvres.
Anche nell’arte figurativa il rosa diventa il nuovo colore di moda, è molto apprezzata la tonalità di rosa introdotta dal pittore veneziano Giambattista Tiepolo, che si ritrova in moltissime sue opere.

Giambattista Tiepolo, affesco della residenza di Wurzburg


Da quel momento il rosa è stato in balia della moda vivendo alti e bassi, ma sempre segno distintivo, insieme ai pigmenti più preziosi, di uno status sociale.
Il punto di svolta nel rosa arriva negli anni ’30 del Novecento dove la stilista Elsa Schiapparelli, grazie al progresso tecnologico delle tinture chimiche, accosta la nuova nuance, chiamata rosa “shocking” al nero lanciando un trend molto apprezzato dalle donne dell’epoca.

Elsa Schiapparelli , giacca femminile da sera, 1947


Adesso il rosa è un colore estremamente radicato nel nostro immaginario al mondo femminile, allo stesso tempo ha guadagnato un potere comunicativo che non è possibile ignorare. Il movimento “non una di meno” ha scelto il rosa come simbolo, il movimento omosessuale ha scelto il triangolo rosa come uno dei suoi simboli politici, legato al doloroso periodo delle deportazioni degli omosessuali nei campi di concentramento.

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